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Le periferie delle periferie

« Le periferie delle periferie »

Sull’identità

Traduction : Daniela Minieri. 

 

Quando le storie del cinema all’aperto mi danno sui nervi, partecipo a delle conferenze.

Questa era una bomba. Erano i ragazzi della rivista Apulée. La rivista Apulée? È un gioiello annuale che potete acquistare. Ne avrete per tutta l’estate. Avrete a vostra disposizione, alfabeti e lingue strambe.

Erano 3. C’erano Yahia Belaskri e Jean-Marie Blas de Robles. E un terzo, di cui ho dimenticato il nome, cavolo! Mi perdonerà se a volte la memoria mi tradisce?

Hanno iniziato lamentandosi del fatto che il mondo letterario francese fosse troppo germanopratino. Ed è a questo punto che mi sono detta che avrei scritto un testo che parlasse di loro. Solo per il piacere di vedere questa parola tradotta nelle lingue del Chiosco, vedere i traduttori inventare soluzioni. Loro lavorano sulla perizierai. Di Saint-Germain1. E il ragazzo di cui ho dimenticato il nome diceva anche LE PERIFERIE DELLE PERIFERIE.

Ha iniziato a piacermi enormemente. Sembrava parlassero di noi. Infatti, se si considera che Saint-Germain è il centro, Rennes è una periferia. Che piaccia o no ai fervidi difensori di Rennes Metropole. E Bécherel, è una periferia della periferia. Non è così difficile. Se ho capito bene l’idea, funziona per moltissimi luoghi.

Poi si sono messi a parlare della traduzione di Rimbaud in amarico, lingua parlata in Etiopia.

Lascia stare. Ho iniziato ad aver voglia di sposarli. Tutti e tre. Anche il ragazzo di cui non ricordo il nome. Anche se si è permesso di attaccare un po’ troppo Le Clézio. Non potevano saperlo. Ero tra il pubblico, era la loro conferenza, erano loro ad avere il microfono. Lo perdono.

Ci hanno spiegato che bisognava tradurre il mondo per realizzare dei ponti. Ai due lati del Mediterraneo, per esempio. Era illuminante. Mi sono deliziata.

Alla fine abbiamo anche potuto fare delle domande. Credo che sia stato Blas de Roblès che ha fatto chiarezza sul nome della rivista. Apulée2

Io, ero infastidita. Siccome non siamo dai moso3 in Francia e non potrò sposare tre uomini allo stesso tempo, non riuscivo a decidermi. Ed ecco che uno spettatore ha chiesto:

–          Fate anche delle registrazioni in lingua in modo da poter ascoltare le loro melodie?

E Blas de Roblès ha avuto come un’illuminazione: « No, ma è un’ottima idea »

A quel punto mi sono detta, bingo! Allora, ancora una volta ho rinunciato a cercare un marito e ho chiamato gli amici del Chiosco, Daniela, Karina, Kyoko e anche Omar che non si facevano sentire da un pezzo! E gli ho gridato:

« Bisogna continuare ! Ci sono dei ragazzi di Saint-Germain che dicono che quello che facciamo è fantastico! »

1Quartiere parigino vicino a Saint-Ouen, se abbiamo capito bene.

2Scrittore e filosofo nato a Madaura, autore di Metamorfosi e che da quanto ho capito avrebbe avuto una storia con una donna più grande di lui.

3Etnia che vive nel nord della Cina