In italiano

L’interculturale non è semplice

“L’interculturale non è semplice. ”

Sull’identità

 

Traduction : Daniela Minieri

Già in dieci minuti non siamo riusciti a fare in modo che tutte le lingue fossero allo stesso livello sul sito Internet…          

Dato che altrimenti non sarebbe stato abbastanza chiaro, abbiamo accettato di mettere la lingua francese in primo piano.  Appena è apparso il menù, Rémi mi è sembrato contento. 

Poi mi ha provocato una crisi di identità.     Grafica. Si è dovuto pensare ad un segno linguistico che rappresentasse il Chiosco. 

Marie ha iniziato a lavorarci.               Per me tutto era bellissimo. Ma bisognava vedere quello che vedevo e indovinare quello che gli altri vedrebbero.  

Nel primo, ho visto un chiosco con un punto sopra, e questo mi ha fatto pensare ai miei corsi di farsi. Imparo a disegnare l’alfabeto e a mettere i puntini al posto giusto sulle lettere. La mia insegnante è molto paziente.

Marie mi ha parlato di una donna con le braccia aperte che sta portando una tavola. È Rita, mi ha detto.     

Ho iniziato a pensare che fosse davvero difficile. 

Nell’altro, ho visto un copyright. Stavamo valutando la questione dei diritti sul sito. Pubblico dominio? O un vano tentativo di protezione intellettuale? Avevamo molte domande, e poche risposte.

Rémi ha detto che gli piaceva il secondo, sembrava un po’ anarchico. 

Ho iniziato ad avere paura. Perché io non sono anarchica.              A causa di tutti questi possibili significati in un disegno. Perché Omar era allettato e io ero nei Pirenei, non avevo ancora chiesto cosa ne pensassero i plurilingui. Là sopra, su Analytstic, si notava che un’undicesima regione visitava il sito.        Era la California. I Pirenei si prospettavano splendidi, ed io ho detto no alla pressione, si alla polisemia! 

Ho chiesto a Marie se poteva mettere la donna con le braccia aperte nel cerchio che Rémi vedeva anarchico. E basta.